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| Trent’anni,
alta mora |
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L’esordio
letterario del fenomeno cinematografico italiano delle recenti stagioni
ci ripresenta con puntualità la provincia toscana, le ragazze, gli
amici, la vita in famiglia, le ore interminabili al bar, gli amori
tormentati, che non decollano, quelli che finiscono. L’infanzia
piena di lucciole e campagna, i lampi di tristezza improvvisa, la
voglia di avventura e la paura di crescere, le figure familiari
e quelle di contorno, comparse di quel lungo film di cui ciascuno
di noi è protagonista. I temi dei film di Pieraccioni, il suo tocco
magistrale nel cogliere la poesia nella vita quotidiana, l’umorismo
irriverente ma mai cinico trovano quasi nuova vita, al di fuori
del loro naturale specifico filmico, e connotano un’opera prima
sorprendente e riuscita. Si tratta di racconti autobiografici o
surreali, apertamente divertenti o malinconici, in cui possono ritrovarsi
non solo i coetanei dell’autore, ma tutti i lettori, accompagnati
pagina dopo pagina dall’ideale voce fuori campo del narratore.
Mondadori
Oscar Mondadori |
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| Tre mucche in cucina |
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Trovarsi a Los Angeles e sentir nostalgia
della cucina di casa propria, dove tre mucche ci starebbero comode
comode. Lasciare in pace per una volta la luna e assillare di domande
una nuvola a forma di cavallo. Scoprire che il Natale, se si è un
tantino giù, arriva sempre troppo presto.
Tante storie vere, verosimili o immaginarie, che rivelano ancora una
volta il talento versatile di Leonardo Pieraccioni. In Tre mucche
in cucina il lettore ritrova per intero la vita, coi suoi tic
e i suoi riti, le cadute e le risalite. Così in un locale alla moda
ci si può divertire meno che in una collaudata pizzeria; sospettare
di tradimento la propria moglie può indurla a tradire; vivere l’inizio
di un amore lascia sbalorditi come di fronte a uno scoppiettante fuoco
d’artificio. Tutto normale, suggerisce con allegria sorniona l’autore.
Perché così è la vita: un’imperdibile, imprevedibile giostra.
«Avevano riso come quando iniziano le storie d’amore.
Avevano riso come si ride dieci secondi prima del primo bacio.»
Mondadori
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